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la RC 30 di Fred Merkel esaminata da Motosprint

11LA HONDA VFR 750 R DI FRED MERKEL
RUMINE BIANCONERO»
Non è molto bella, costa 45 milioni di lire, ma è la moto di Flying Fred,
campione del mondo superbike - Tecnologia raffinata e dettagli qualificanti di un potentissimo sogno a due ruote che offre sensazioni forti .

Ce le  immaginiamo le immancabili, accesissime discussioni degli appassionati dopo un gran premio, le loro cervelloti-che illazioni e le spesso fantascientifiche tesi che costruiscono per sostenere questo o quel pilota, a favore di questa o di quella moto. Dispute all’ultimo sangue, che possono far trascorrere in un lampo la serata del dopo corsa. Ce le immaginiamo perché le facciamo anche noi, fra colleghi, e come succede ai «non addetti ai lavori», nella maggioranza dei casi difficilmente le opinioni combaciano, i-potesi e risultati collimano. Troppo pochi sono i parametri a disposizione (se si escludono ì tempi sul giro e talvolta le velocità massime nei punti più veloci del tracciato forniti dai servizi di cronometraggio) e troppa è la differenza che separa le moto che sfrecciano nelle competizioni su pista da quelle che circolano normalmente su strada, per farsi una idea attendibile dei valori in campo. E non ci riferiamo solo alle macchine da gran premio, visto che addirittura anche le cosiddette «sport production», che dovrebbero essere vicinisime alle moto di serie, sono in realtà (e lo dimostreremo presto strumentalmente) dei veri e propri «missili».
Per chiarire — e soprattutto chiarirci — le idee in merito, abbiamo deciso di varare una serie di prove strumentali dedicate alle moto da competizione di ogni specialità ed iniziamo su questo numero alla grande con la splendida Honda RC 30 di Fred Merkel, fresco campione del mondo nella categoria superbike. Curata dalle amorevoli mani del team RCM diretto da Oscar Rumi (uno dei tre soci della Servisco) e dai due meccanici neozelandesi (che prima assistevano la FI di Joey Dunlop) Norris Barrow e Christopher Johnsson, la moto affidata al biondo e riccioluto americano , probabilmente non è stata la più forte sul piano delle prestazioni, ma senza dubbio globalmente la migliore sotto il profilo dell’equilibrio, della costanza di rendimento, nelle mani di un pilota molto forte che, supportato da un team di alta professionalità (che potrebbe affrontare anche la gestione dì un programma più impegnativo di un mondiale superbike), con la sua indiscutibile arte ha saputo porre rimedio a certi handicap che si sono evidenziati soprattutto nei confronti della Bimota ufficiale.
IL TEAM - Su Fred Merkel ed il suo team RCM abbiamo già avuto modo di parlare bene dalle pagine di motosprìnt. Si tratta di una compagine estremamente affiatata e ben coordinata dal suo fondatore Oscar Rumi, con una efficiente organizzazione alle spalle che verrà potenziata per la prossima stagione anche in vista di un eventuale allargamento dell’attività ai gran premi.
In questo periodo il team manager è impegnato nella definizione dei programmi e soprattutto del budget che si prevede dell’ordine dei 600 milioni, per coprire il quale oltre agli «sponsor storici» del team (Gipsy maglierie, Sole Sport, STO e Volkl) sono in corso trattative con altre grosse aziende. Fred Merkel ed il suo team dopo una giusta pausa di riposo, proveranno la RC 30 modello ‘89 (per la quale è stata chiesta più potenza e meno peso per raggiungere il livello prestazionale della Bimota ufficiale, visto che la ciclistica era già molto a punto ed adattabile soprattutto ai circuiti misti lenti) il prossimo febbraio a Pergusa.
LA MACCHINA - La verniciatura poco felice con tanto nero dominante (accoppiato al bianco) per lasciare più spazio possibile agli sponsor, mortifica un po’ lo splendido styling originario della RC 30, col risultato che, a detta di molti osservatori, la moto di Merkel è fra le meno convincenti sotto il profilo estetico fra quelle che popolano Ì circuiti. Ma nelle corse si bada al sodo, e d’altronde i risultati ci sembra parlino chiaro. Questa VFR/R è dotata del kit completo di preparazione specifica per superbike allestito dalla HRC, e di una serie di accorgimenti tecnici e funzionali che hanno portato il costo globale della macchina ad una cifra finale valutabile in circa 45.000.000 di lire, partendo dalla base di 22.000.000 circa del veicolo base, che di suo è già un fuoriserie.
Vediamo cosa comprende il succulento ma costoso (13.500.000 di lire) kit con le appetite decals HRC. Per quanto riguarda gli accessori funzionali, ci sono un paio di pregevoli manubri in lega leggera con relativi tappi regolabili, con apertura dei braccetti su un arco di 10° e di 15°, un set completo di cavetti e connessioni alleggerite per utilizzare l’impianto di illuminazione (altrimenti oscurato) nelle competizioni di endurance, ed infine un pregiato ammortizzatore idraulico di sterzo regolabile su 12 posizioni di freno. La strumentazione — estremamente essenziale — è composta da un contagiri elettronico con fondoscala a 14000 giri, e da un termometro del liquido refrigerante. In campo prettamente ciclistico, lo splendido telaio a due montanti diagonali con sezione pentagonale e struttura cellulare, che rimane invariato, viene accoppiato ad una forcella Showa racing con idraulica migliorata che sostituisce quella di serie, sempre con steli da 43 mm 0. Si tratta di una unità teleidraulica a sganciamento rapido e con possibilità di regolazione del precarico molla oltre che del freno idraulico in estensione e compressione, che viene fornita di una serie di molle di ricambio per modificarne la taratura di base.
Fa inoltre parte del kit anche una serie di piastre di avanzamento degli steli da 37,5 e 42,5 mm (per modificare l’avancor-sa a seconda del circuito), rispetto all’avanzamento originale di 40 mm. Anche per la sospensione posteriore Pammortiz-zatore è differente da quello di serie (ma Merkel non ha potuto sempre disporre di una raffinata unità originale e per questioni di maggior facilità di assistenza e manutenzione ha optato per un Ohlins oleopneumatico a serbatoio esterno) ultraregolabile nel precarico e nel freno idraulico (anche in questo caso c’è una serie di molle di differente taratura), e soprattutto c’è un forcellone di ricambio completo di accessori e più corto di 15 mm (per cui l’interasse medio della macchina scende dai 1405 mm originari ad appena 1390 mm) per consentire una maggiore adattabilità ai vari circuiti.
Si tratta dello stesso stupendo mono- braccio oscillante «Pro-Arm» di generose dimensioni in alluminio a sezione variabile, al quale sono fissati a sbalzo il gruppo corona/parastrappi della trasmissione finale da un lato, ed il disco freno posteriore dall’altro. La ruota posteriore viene fissata tramite una flangiatura solidale al disco per mezzo di un unico dado centrale, ed all’uopo viene fornito anche uno speciale perno ruota posteriore alleggerito, che fa il paio con quello, omologo, anteriore. Ricordiamo che il braccio oscillante viene collegato all’unico elemento molleggiante-ammortizzante per mezzo di una articolazione che segue lo schema Pro-Link, anche se adotta una serie di cinematismi con rapporti modificati.
Non manca naturalmente una serie dì cerchi in magnesio di ricambio con canale da 3,00″ a 3,50″ per quelle anteriori e da 4,00 a 5,50″ per quelle posteriori sia per montare pneumatici (Michelin) «rain» a tele incrociate, che per gli «slick» radiali. L’impianto frenante, già esuberante sulla RC 30 di serie, utilizza alleggeriti dischi flottanti dello stesso diametro (310 min 0) ma con differenti piste frenanti e con nuove pinze Nissin racing a quattro pistoncinì contrapposti fornite di pastiglie di differente mescola con più alto coefficiente di attrito. Pressoché immutato invece il disco posteriore (che Merkel come tanti piloti dell’ultima generazione, non usa) da 220 min 0 con pinze a pistoncìni contrapposti.

Il raffinato propulsore quadricilindrico a V di 90° raffreddato a liquido, e distribuzione con due alberi a camme in testa per bancata comandati da cascata di ingranaggi e quattro valvole per cilindro, vanta un potenziamento di oltre 20 CV alla ruota rispetto al modello di serie. Le sue superiori prestazioni (133 CV a 12500 giri e la coppia di 8,1 kgm a 10500 giri) sono state ottenute con un aumento del rapporto di compressione fino a 11,5:1, oltre che con numerosi altri interventi. Gli alberi a camme sono più leggeri e con fasatura più spinta, le valvole hanno molle più leggere e mezzelune di ritegno in pregiato titanio.
Naturalmente c’è anche tutta una serie di guarnizioni speciali e coperchi in magnesio per alleggerire il più possibile ed un bel risparmio di peso viene ottenuto anche con la soppressione del motorino elettrico di avviamento, rimpiazzato da un opportuno «tappo». Nuovi, legge-rissimi pistoni ribassati ad alta compressione (previsti anche nella sovralesatura di 70,4 mm), sono provvisti di fasce elastiche ad alta scorrevolezza ed il kit comprende ancora un differente circuito di accensione elettronica CDI con supervisione elettronica dell’anticipo, un pregevole scarico quattro in uno, mentre gli splendidi radiatori concavi in due stadi che già equipaggiano la RC 30 di serie, vengono sostituiti con altri più efficienti e di maggior capacità. Naturalmente l’alimentazione è stata adeguatamente potenziata lavorando i carburatori di serie (Keihin VD 35), vista l’impossibilità di utilizzare le unità da 36,5 mm previste dal kit FI/Endurance, ed infine è prevista anche una serie di rapporti interni al cambio diversamente organizzati per consentire una maggiore adattabilità ai vari circuiti, coi quali effettuare una numerosa serie di possibili combinazioni, in congiunzione a differenti gruppi pignone-corona alleggeriti.
COME VA - Abbiamo avuto a disposizione la Honda di Fred Merkel per un paio di sedute sulle piste di Vallelunga (per la prova dinamica) e di Misano per sottoporre la superbire campione dei mondo alla verifica strumentale sulla stessa base che utilizziamo normalmente per le nostre prove totali. Avevamo programmato di effettuare numerosi rilevamenti ma abbiamo dovuto ridimensionare i nostri progetti, visto che dopo cinque tentativi nella prova di accelerazione la frizione si è bruciata (vinta dal durissimo scontro con una prima marcia eccessivamente lunga) proprio come quella della RC 30 di serie nella nostra prova totale, dimostrando inequivocabilmente che nonostante gli irrobustimenti di cui è stata oggetto, resta uno dei pochi anelli deboli della superbike Honda. Fra l’altro avevamo deciso che lo stesso Merkel avrebbe effettuato tutte le prove strumentali in quanto era evidentemente l’unico che avesse avuto il tempo necessario per conoscere la sua moto e portarla al limite.
Provare la RC 30 di Merkel è stato come concretizzare un sogno! Ci siamo trovati in sella ad una moto sorprendentemente facile da condurre ed ancora «umana» nelle reazioni e nelle possibilità di controllo. Abbiamo infatti ritrovato enfatizzate tutte quelle positive qualità che già avevamo apprezzato sulla RC 30 di serie, coi (pochi) difetti mitigati da una accurata cura razionalizzante, passando attraverso un netto incremento di potenza.
Anche se atipica, l’impostazione di guida scelta da Fred Merkel ci è sembrata più corretta di quella del modello di serie, visto che grazie all’adozione di un manubrio in due pezzi piuttosto aperto che — per sua ammissione — gli ricorda le amate macchine da dirt track, ci si trova meno caricati in avanti anche se la sella resta alta e per i piloti più lunghi non c’è possibilità di arretrare a causa del posto guida limitato longitudinalmente. Anche se Merkel — bontà sua — afferma che è un po’ pesante, la sua RC 30, comparata con le macchine di serie, risulta eccezio-
nalmente agile e leggera, anche se gradisce univocamente essere condotta con decisione e tanta grinta. E d’altro canto non si può certo pretendere di andare a spasso con una moto come questa, tanto più che ripaga con una sensazione di liquidità dell’avantreno che sulle prime può addirittura portare a pensare sia poco stabile. «Balle, bisogna tenere aperta la manetta!» ci ha suggerito Roberto Gallina col quale abbiamo avuto l’opportunità di un reciproco scambio di vedute dopo il test (nella stessa giornata, Merkel aveva infatti provato la Honda NSR 500 del team HB…) ed è proprio cosi. Più la si guida con grinta, impugnandola ed indirizzandola rudemente nella direzione voluta, facendole capire insomma chi è che comanda, più la VFR/RC 30 ricambia con una precisione di guida assoluta con una grande stabilità nell1 inserirsi in traiettoria e poi… ragazzi che pieghe con ,queì telaio e quelle Michelin radiali! È inutile: chi non è mai salito su simili «razzi a due ruote» ma conosce solo le pur sofisticate sportive di serie, non può nemmeno immaginare quale esaltante equilibrio sia caratteristico dell’azione di questa moto. Con un simile strumento in mano si è subito portati a sopravvalutare le proprie possibilità: ci si sente dei gran manici, potenzialmente imbattibili, in grado di fare numeri da circo, ed alla prova dei fatti si è facilmente portati all’errore.
Da una soddisfazione indescrivibile sentire come dopo l’impostazione della curva la moto si assesta cementandosi su un’inclinazione incredibile e come la poderosa spalla della copertura posteriore si incolla all’asfalto se si ha il fegato di tenere in trazione la ruota motrice e la capacità di controllare il progressivo sovrasterzo che si manifesta in uscita di curva. Le marce finiscono tutte troppo alla svelta (e dire che Merkel le trova lunghe…) e non danno respiro: ci si trova a cambiare continuamente marcia e per fortuna che il cambio garantisce un funzionamento ineccepibile (basta sfiorarlo), a differenza della frizione che tende a gonfiare se la si chiama in causa spesso, è poco progressiva, e quando non ne può davvero più, cede.
La già eccellente frenata della RC 30 di serie, grazie al minor peso, alla poderosa impronta a terra delle slick, ai dischi più efficienti con pastiglie di attrito più morbide, è diventata semplicemente superlativa: la ruota posteriore si alza spesso da terra nel corso della decelerazione (persino a velocità superiori ai 100 km/h) ma l’assetto resta coerente e sconosciuti i saltellamenti della ruota motrice nella fase precedente all’inserimento in curva anche se si agisce pesantemente sul disco posteriore.
Nonostante che il problema frizione ci abbia impedito di effettuare tutti i rilevamenti programmati, almeno un parametro di valutazione siamo riusciti ad ottenerlo, ed è quello più eccitante: l’accelerazione. La differenza rispetto al modello di serie è abissale: la VFR di Merkel ha spuntato un tempo analogo a quello ottenuto dalla detentrice del record assoluto delle nostre prove totali — la Kawa-aki ZX-10 — nonostante che la frizione non fosse sfruttabile a fondo allo spunto e la prima marcia, da ben 140 km/h, non sia certo la più indicata per le brucianti «strip-drag». I 200 km/h dalla partenza vengono raggiunti in appena 8″6 (contro quasi il doppio), mentre dai 400 metri si esce a 213 km/h, contro i 191 della RC 30 di serie. C’è dunque tanta birra a disposizione e lo si avverte bene in piena azione, visto che se si apre l’acceleratore senza tanti complimenti, la moto impenna in uscita di curva, e senza toccare la frizione, anche con la lunghissima seconda marcia da 180 all’ora. Un grande motore dunque, che sorprende per la trattabilità ai regimi bassi ed il formidabile, pienissimo allungo, sino ai 13500 giri di intervento del limitatore.            c. b.

RC 30 MERKEL
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Distanza        T,mpo    In sec.      Velocità d’uscita
0-100                   4′    ‘50                        131,288 km/h
0-200                  6′    75                         171,366 km/h
0-300                  8′    ‘62                        200,304 km/h
0-400                   10″33                          213,051 km/h
0-50 km/h        11    ‘29                                 __
0-100    km/h    2′    76                                 —
0-150    km/h    5′    ‘41                                  —
0-200    km/h    8′    ‘58                                 —

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RC    30!    STANDARD
Distanza        Tempo    In sec    :.   Velocità d’uscita
0-100                  5′    ‘00                       116,030 km/h
0-200                 7′    ‘59                        154,307 km/h
0-300                 9′    ‘65                        178,320 km/h
0-400                11′    ‘59                        191,346 km/h
0-50 km/h        1”   80                                     —
0-100 km/h     3”    65                                     —
0-150 km/h     7”    24                                     —
0-200 km/h   14”  05                                     —

SCHEDA TECNICA I
MOTORE: quattro cilindri a quattro tempi a V di 90″, longitudinale, raffreddato a liquido. Distribuzione bialbero a camme in lesta comandata da catena, con quattro valvole per cilindro. Alesaggio e corsa 70×48,6 mm. Cilindrata 749,19 cm3. Rapporto di compressione 11,5:1. Alimentazione con quattro carburatori Keihin VD 35. Accensione elettronica CDI con anticipo elettronico. Lubrificazione forzata a carter umido con pompa trocoidale. Avviamento a spinta.
TRASMISSIONE: primaria ad ingranaggi, secondaria a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio con comando idraulico e cambio a sei velocità con ingranaggi sempre in presa ad innesti frontali.
TELAIO: a doppio montante perimetrale in alluminio. Sospensione anteriore a forcella teleidraulica regolabile con escursione di 130 mm; sospensione posteriore con schema Pro-Link monoammortìzzatore regolabile con escursione ruota di 120 mm. Freni: anteriore a doppio disco da 310 mm e posteriore a disco singolo da 220 mm. Pneumatici: anteriore 130/60-VR 17; posteriore 180/60 VR 17.
DIMENSIONI E PESO: lunghezza massima 2180 mm; interasse 1390 mm; peso a secco 185 kg.
CAPACITÀ SERBATOIO: 19 litri
PRESTAZIONI DICHIARATE: potenza massima 133 CV a 12500 giri; coppia massima 8,1 kgm a 10500 giri; velocità massima orientativa circa 280 km/h ma varia a seconda dei rapporti.
PREZZO FRANCO IMPORTATORE IVA INCLUSA: L 45.000.000.

Posted 31 years, 8 months ago at 9:35 pm.

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Campionato Mondiale SBK 1988 - debutto vincente

1988-1a

Honda RC 30

1988

Pilota Titolare: Fred Merkel

Nel primo campionato superbike della storia Rumi porta in gara la Honda RC-30 ed il risultato è subito strepitoso!

Campionato mondiale Superbike
1° Fred Merkel Honda RC 30
Campionato Italiano F1
1° Fred Merkel Honda RC 30

Posted 31 years, 8 months ago at 11:07 am.

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