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Patrignani Roberto

13ROBERTO PATRIGNANI- Il corridore, il viaggiatore solitario, il giornalista
Qualcuno non ha esitato a definirlo “Il poeta volante”.
Nato a Firenze nel 1935, ha iniziato quasi contemporaneamente l’attività di corridore motociclista e giornalista. Come corridore ha disputato le classiche degli Anni Cinquanta e Sessanta: due Milano-Taranto, due Giri d’Italia, due Tourist Trophy, Daytona e gare del Campionato Italiano e Mondiale. E’ stato anche primatista Mondiale: nel 1963 con la Garelli e nel 1969 con la Moto Guzzi. Dal 1993 ha avuto come riconoscimento del CONI l’accoglienza tra gli “Atleti Azzurri d’Italia. Per quel che riguarda l’attività giornalistica, questa ha preso avvio nella Redazione di Motociclismo. Ha poi tenuto per 8 anni la rubrica motociclistica su Giorno Motori, è stato inviato della Gazzetta dello Sport, del Corriere della Sera, ha collaborato con Panorama, Gente Motori, Il Pilota, l’Automobile Mark, Automondo, Motoitalia, Il Giornale, con Rinìviste francesi, inglesi e americane. Da anni scriveva anche su Motosprint e Motociclismo d’Epoca. Ha effettuato vari viaggi in solitario, come la Milano Tokyo in vespa, Coast to Coast e traversta dell’Africa in motorino. E perchè non ricordare il viaggio a piedi da Mandello del Lario a Sanremo a piedi, appositamente fatto senza una lira in tasca!
Si può ben dire che nel mondo motociclistico non c’è mai stato uno come lui, e probabilmente non ne verrà un altro simile. tratto dal sito www.robertopatrignani.it realizzato dal figlio in sua memoria.

vi chiederete per quale ragione abbiamo segnalato Patrignani tra i “piloti Rumi”…

in effetti è più il pretesto per regalarci un ricordo affettuoso legato alla sua presenza al Tourist Tropy al 1989 in sella alla Honda RC 30 descritta nel libro “Ti porterò a Bray Hill”
Quell’idea un pò folle (già allora non era più giovanissimo) in realtà fu l’ occasione dell’ inizio di un rapporto di amicizia che si instaurò tra il grande giornalista-pilota allora cronista di Motosprint ed Oscar  Rumi il quale , saputo del desiderio dell’amico di partecipare alla famosa gara anche nelle categoria Superbike , di fronte alla richiesta di preparare la sua RC30 personale standard si offrì senza pensarci due volte, di prestargli la RC-30 di Merkel della stagione precedente.

La moto venne quindi portata al TT assieme alla RC-30 base  ed alla Garelli 250 telaio Golinelli  di Patrignani con l’idea di correre in tre categorie ma poi di fatto di fronte all’impegno di guida già non indifferente richiesto da una sola gara , decise di cimentarsi con la sola RC-30 di serie portando a termine la sua “missione” di far fare una bella galoppata come si deve al suo magnifico “stallone di razza” che  troppo soffriva delle lunghe permanenze in box e delle sporadiche passeggiate nei dintorni di Mandello.

Purtroppo a noi manca la capacità di descrivere con altrettanta efficacia gli eventi e le situazioni che ci hanno permesso di conoscerlo nella sua interezza e quindi affidiamo alle immagini ed alle parole del suo libro questo difficile compito.

Posted 30 years, 2 months ago at 11:12 am.

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